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La nostra motivazione

 

Luoghi. Sono quelli dove siamo, dove sentiamo radici, dove incontriamo gli altri.
I luoghi sono quelli in cui abitiamo.
Ma... sempre più... ci troviamo, invece, ad attraversare nonluoghi, spazi senza identità, in cui le persone stanno, senza entrare in relazione, neppure con se stesse, dove l’unico desiderio ammesso è quello di consumare, freneticamente, senza riposo e senza gusto. Certo, se guardiamo con attenzione, più in profondità, ci accorgiamo che anche questi spazi, per certi versi ci appartengono e possono essere funzionali, proprio perché la negano, alla parte vitale di noi, ma l’incapacità di relazione, la separatezza, rischia oggi di addensarli e soffocarci.

Luoghi è quindi anche un auspicio, una speranza.

Rappresenta la necessità e la capacità di resistere alla contrazione della
dimensione umana ad opera della precarietà assoluta, della provvisorietà, dell’omologazione, della inabitabilità... Una facoltà, questa, che non s’improvvisa, non si possiede naturalmente. Richiede attenzione e dedizione,
richiede una competenza.

Per entrare in relazione con il nonluogo serve una capacità che non viene
insegnata nella famiglia o nella scuola ordinaria. Per questo abbiamo pensato che Luoghi fosse il nome giusto per presentare un percorso formativo
che andasse nella direzione di costruire questa abilità e abbiamo scelto il
counselling a mediazione artistica come ambito, e confine definito e
riconosciuto, per collocarla. Crediamo infatti che ciò che serve ai nonluoghi,
per tornare a essere funzionali alla vita, è soprattutto la qualità della relazione.

E... l’arte, in quanto frutto di capacità espressiva e percorso verso l’altro,
ne è la sostanza.